29 aprile 2016, Crotone-Modena e ritorno: 2000 km per fare la StoriA

Ripropongo l’articolo che racconta viaggio da Crotone a Modena e ritorno in occasione della gara che sancì la promozione in Serie A dei rossoblù di Ivan Juric.

Duemila chilometri per fare la storia. Per entrarci pieno titolo, per urlare piangendo di gioia: serie A, serie A. Perché questa serie A è loro. Dei ragazzi che dalla gara a Cagliari in poi hanno accompagnato il trionfale cammino del Crotone. Duemila chilometri in 36 ore per assistere al momento storico a Modena e per celebrarlo nella propria città. Il cuore della Sud – Roccia, Masta, Gatano, Peppino la storia, zio Gino e zio Franco, Peppe Zizza, Giuggiolo Mano, Facile, Kekko – insieme ai ragazzi più giovani sono partiti nel cuore della notte.

L’A-day è iniziato alle 00.03 di venerdì 29 aprile. 940 km verso Modena tra pause agli autogrill, deviazioni sulla A3, pioggia. Organizzazione perfetta. Tutto funziona a come un orologio. Nei bauli dei tre mini van bandiere e stendardi, ma anche cibarie e vino da consumare a Modena dove li attendono i tifosi gialloblu per ricambiare l’ospitalità ricevuta a Crotone. In auto si chiacchiera per tenere svegli gli autisti. Saverio che arriva da Verzino, invece, dorme praticamente tutto il viaggio. Sono ultras educati quelli della Sud che marchiano il territorio con i loro adesivi. Che si commuovono quando omaggiano Gabriele Sandri nell’area di sosta di Arezzo dove venne ucciso da un colpo sparato da un poliziotto.

A Modena l’incontro con Barbara, Mauro e Tony, storici tifosi dei gialloblu che ci accolgono nella loro casa. Mettono a disposizione e letti e docce per cancellare la stanchezza del viaggio e prepararsi alla partita della sera. I ragazzi della sud indossano una maglia speciale: ‘Dedicato a voi’ c’e scritto sotto le foto di Tuma e Francesco Livadoti. Pelle d’oca, soprattutto considerando che Tommaso, Tuma, Perna è morto proprio a Modena nel giugno del 2015. Più che una gara di calcio sembra una festa di matrimonio con gli ultras modenesi che propinano birre e cibo a volontà.

Tra gli ultras c’è Giuseppe Varrese, 80 anni, arzillo più di un ragazzino ed emozionato come un bambino che trova il suo giocattolo preferito. Fuori dallo stadio l’attesa e la tensione sale ogni minuto che passa. E le truppe colorate di rossoblù invadono il piazzale che circonda lo Stadio. Si leggono cartelli provenienti da Cutro, Scandale, Mesoraca, Pallagorio, ma un po’ da tutti gli angoli della provincia crotonese. A testimonianza di un amore sconfinato, che ha trovato la certificazione in Emilia Romagna.

Ha viaggiato verso Modena anche lo striscione cult in città ‘Mi pariva ma muriva e su iornu ‘unnu vidivA’. Oppure ‘No Crotone, no party’. Una festa assoluta, globale, meravigliosa. Poi inizia la gara, con la paura in apertura, e il sospiro di sollievo quando Palladino ha scagliato il rigore del pareggio. Il secondo tempo è un conto alla rovescia verso il sogno, che alle 22.22 si materializza e regala una notte da ricordare per sempre. Stasera sono diventato grande dice Saverio a fine serata. Lui ha iniziato da poco ad andare in trasferta, ma sa che il 29 aprile 2016, insieme agli altri ha scritto la storia.