3, 2,1… e la bomba sbuffò

Brillamento bomba Isola Capo Rizzuto
Uno sbuffo ed una leggera onda sismica. Tutto qui. Il 13 gennaio 2015, dopo oltre 70 anni di attesa quella vecchia bomba della seconda guerra mondiale non ha fatto prodotto altro che quello che questo.

Eppure quella era una bomba di un certo… peso. Conteveva 250 libre di esplosivo ad alto potenziale che, se fosse esplosa quando l’hanno lanciata gli aerei americani nella seconda guerra mondiale, avrebbe prodotto un cratere di quindi metri di diametro profondo tre metri. Insomma in gingillo con il quale non si poteva scherzare.

La squadra degli artificieri  dell'Esercito

La squadra degli artificieri dell’Esercito italiano intervenuta a Isola Capo Rizzuto

Lo sapeva bene il team del Nucleo Artificieri dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia comandati dal maggiore Luciano Tarantino. La squadra della compagnia di Castrovollari, guidata dal primo maresciallo Francesco Cipriano e dal primo maresciallo Salvatore Giuri, aveva studiato l’ordigno subito dopo il ritrovamento avvenuto il 7 gennaio nel corso di lavori di scavo per la rete elettrica proprio accanto il recinto dell’aeroporto di Crotone, a pochi metri di distanza dalla statale 106. Si trattava di una bomba  americana del tipo GP (general purpose) di 250 libre. Era stata lanciata da un aereo americano nel corso del secondo conflitto mondiale sulla zona di Sant’Anna dove, tra il 1943 ed il 1945, c’era una pista di atterraggio militare usata dall’aeronautica fascista.

Per qualche ragione, la bomba pur essendosi armata, non è esplosa. Proprio il fatto che fosse ancora armata e che la spoletta era funzionante, ha fatto decidere gli artificieri a farla esplodere sul posto. Il team del Genio Guastatori ha scavato una trincea per evitare che l’onda sismica potesse danneggiare la condotta idrica vicina. Alla bomba, sommersa da un cumulo di terra, sono stati applicati 150 grammi di plastico e poi, 3, 2, 1… Boom, la bomba sbuffò….

 

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