Che bello è vedere il Crotone giocare… e vincere

Non conta essere primi per una sola notte quando primi lo si è dentro. Ed il Crotone in questo momento è la squadra più bella, più brava e – chiedo scusa ai puristi dell’italiano – ‘più prima’ della Serie B.

Una squadra capace di giocare contro il Milan a testa alta e tre giorni dopo ripetersi con una prestazione di alta qualità tecnica e fisica contro il Cesena, una delle avversarie per la promozione in Serie A. Perché diciamolo chiaro: questo è l’obiettivo della squadra di Ivan Juric: la massima serie. Questo è l’obiettivo del presidente Vrenna che a San Siro ha sentito il profumo della Serie A. Un profumo che gli è piaciuto come è piaciuto ai 5.000 e più tifosi che hanno accompagnato la squadra in quella storica trasferta.

E sicuramente sta piacendo ai calciatori essere già entrati con un piede nella storia sportiva della città. Ora vogliono entrarci con entrambi i piedi continuando a marciare a questa velocità ai vertici del campionato. Ragazzi di poco più di 20 anni che mettono l’anima in campo: Balasa-Ricci possono essere la futura coppia della fascia romanista. L’anno dimostrato con Cesena diventando implacabili. Dall’altra parte Martella-Stoian hanno fatto impazzire i rivali. Non è un caso che i due gol siano nati da cross dalle fasce. L’arma letale del Crotone è Ante Budimir. Quando arrivò, portato da Peppe Ursino, era un perfetto sconosciuto, panchinaro nella serie B tedesca.  Ora – dopo il gol al Milan con tunnel a Zapata – lo cercano già dalla serie A: è il centravanti perfetto, moderno: difende andando a pressare su tutti i portatori di palla avversari (e col Cesena ne ha recuperati di palloni!) e quando attacca è fisicamente devastante. Ha segnato sei gol: andrà sicuramente in doppia cifra.

Con il Cesena sono arrivate conferme anche dalla difesa: Yao (19 anni) non dà spazio ad alcuno: preciso negli interventi, mai falloso sa anche proporsi in attacco e finalizzare il passaggio. Gian Marco Ferrari è un pilastro del tridente difensivo: cattivo sull’avversario, quest’anno – grazie al gioco di Juric – si sta facendo vedere anche in attacco. Centrocampo giovane e solido quello che ha in Capezzi e Barberis i suoi protagonisti. E poi l’esperienza di Cordaz, Claiton e Stoian.

Ma tutto il gruppo è vincente. Perché non è solito vedere un calciatore come Tounkara che, arrivato per essere protagonista, finito in panchina corre ad abbracciare i compagni andati in gol. Il regista di questo piccolo miracolo è Ivan Juric che oltre a mettere bene la squadra in campo, riesce a motivare i suoi ragazzi. Un mix di psicologia e capacità tecniche che sta portando in alto il Crotone.