Ho visto una città, uno stadio ed un sogno

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi” (*).

Ho visto una città sulla costa del mare Ionio che andava in rovina. Ho visto la gente triste, piangere per disperazione. Ho visto le strade cadere sotto la pioggia. Poi ho visto uno stadio riempirsi, ogni giorno sempre di più. Ho visto un sogno materializzarsi tra l’erba verde e gli spalti rossoblu. Ho visto una rete, un’esultanza: la gente che cominciava a sperare. A gioire. A sognare. A….

Ho visto lo stadio riempirsi nel primo giorno di primavera dell’anno domini 2016. C’erano gli squali del Crotone da un parte. I delfini del Pescara dall’altra. La gente urlava, cantava, sventolava le sciarpe. Era unita in una, unica e sola, bandiera: quella della sua squadra di calcio.

Ho visto un capitano brasiliano, Claiton Dos Santos, col numero tre sulla maglia segnare il primo gol buttandola dentro di faccia. E la gente gioiva. Ho visto il campione con il 14, piazzarla nell’angolo con estrema freddezza. E la gente ballava. I delfini hanno provato a rincorrere. Il bagliore balenato al largo della porta di Cordaz, è stato subito spento da Giuseppe Zampano, quello con il 27 sulle spalle, il gemello rossoblu del biancazzurro Francesco. E la gente urlava.

Ho visto andare nel cielo il numero 13, Gian Marco Ferrari, e segnare per la quarta volta. E la gente sognava. Poi ho visto la fine. Ho visto una città che spera, che sogna. Che vuole salire. Caro Roy Batty, tutti questi momenti non “andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia”, ma resteranno nella storia di una città che vuole continuare a sognare. A….

(*) Blade Runner, monologo del replicante Roy Batty