Allo stadio si tifa per #salviamocapocolonna


Adesso non si può dire che quanto sta accadendo a Capocolonna non interessa ai crotonesi. Oltre 4.000 persone, sabato pomeriggio, hanno trasformato uno stadio, tempio dell’effimero, in un luogo che chiede di difendere la storia. L’hashtag #salviamocapocolonna ha riempito l’Ezio Scida: tutti gli spettatori con le mani in su ad esporre la scritta simbolo della lotta che un gruppo di audaci sta continuando a combattere presidiando giorno e notte l’area archeologica di Capocolonna dove, lo ricordiamo, un progetto della Soprintendenza archeologica della Calabria sta eseguendo i lavori di realizzazione di un parcheggio sui reperti archeologici rinvenuti sotto quello che era il piazzale del santuario della Madonna di Capocolonna.

Sabato 24 gennaio, la protesta è arrivata allo stadio di Crotone. All’inizio della gara tra Crotone e Latina, valida per il campionato di calcio di serie B, ogni spettatori hanno sollevato un cartoncino con la scritta #salviamocapocolonna, mentre sul manto erboso sfilava con un grande striscione riportante il medesimo appello un gruppo di attivisti del Comitato Salviamocapocolonna che da 13 giorni presidia l’area archeologica. Contemporaneamente nelle due curve occupate dai tifosi del Crotone  due striscioni: uno, nella curva Sud  recitava: “L’ignoranza seppellisce la storia”; l’altro esposto dai tifosi nella curva nord riportava la scritta: “Giù le mani dalla nostra storia”. Nel corso della partita poi lo striscione con l’hashtag salviamocapocolonna è stato esposto nella curva sud.

La protesta allo stadio oltre ai tifosi ha coinvolto anche imprenditori locali che hanno messo a disposizione materiali e fondi per realizzare striscioni, cartoncini e magliette. La boutique Joy Evlin ha donato lo striscione, Live Poko Poko i volantini, Sansalone le magliette.