Capocolonna, eternit, fazzolettini e profilattici: tutto o quasi ripulito


C’era un gabinetto, buttato nell’erba di fronte al mare azzurro di Capocolonna. C’erano anche, poco lontano, delle lastre di eternit sepolte da fiori gialli. Sono queste le uniche due cose che non è stato possibile raccogliere per il gruppo di volontari che ha risposto all’appello del comitato #salviamocapocolonna. Appello lanciato per pulire, domenica 15 febbraio 2015, l’area intorno al parco archeologico sul promontorio lacinio.

L’intervento, infatti, è stato eseguito nelle zone esterne al parco archeologico che domenica, nonostante la bella giornata era stranamente chiuso al pubblico. La colonna, testimone di quell’antica storia della città di Pitagora e Milone, era prigioniera dietro i cancelli.

Una ventina in tutto le persone che hanno partecipato armate di guanti e sacchi per l’immondizia, ma anche di rastrelli, scope e tagliaerba. Hanno svolto in poche ore il lavoro di chi dovrebbe tutelare quella zona che invece, visto anche i rifiuti raccolti, è lasciata all’abbandono. Migliaia i fazzoletti da ‘coitus interruptus’ abbandonati – insieme con le bustine dei preservativi -dalle coppiette che frequentano il promontorio. Carta che il vento ha disperso ovunque.  C’era anche un paio di pantaloni blu (con tanto di cinghia ancora nei passanti) forse lasciati lì da qualcuno colto di sorpresa. Centinaia le bottiglie, i bicchieri e le buste di plastica. Ed ancora tubi di gomma, borsette, lattine, confezioni di succhi di frutta. Con molta attenzione i volontari hanno raccolto tutto il possibile, hanno tagliato anche l’erba nel parcheggio, raccolto le foglie secche. Hanno dovuto lasciare – per evidenti motivi tecnici per la raccolta – solo il wc e l’eternit rinvenuto nelle falesie.

Insomma, hanno lavorato per qualche ora in modo da presentare agli eventuali turisti un’area ordinata e pulita. Un’ordine ed una pulizia a cui dovrebbero aspirare anche coloro che si appartano a Capocolonna: una cosa fare l’amore in un luogo pulito ed ordinato, un’altra è amarsi lasciando sporco il luogo che ha ispirato la passione.