Che i bambini possano sorridere


La foto del bimbo morto apparsa sui giornali e le tv di tutto il mondo il 3 settembre è terribile. Non la riproporrò. Anzi. Io ne ho visto di sbarchi, di volti di bambini. Stanchi, provati. Ma sempre pronti a rispondere ad un sorriso, a fare ciao con la manina. E’ vero, non possiamo pubblicare le foto dei bambini che sbarcano e sorridono alla vita. Abbiamo la Carta di Treviso da rispettare. Io ed i colleghi fotografi e cineoperatori davanti a casi simili ci siamo però sempre fermati; per una questione di coscienza prima, di rispetto. Certo, anche perché le forze dell’ordine e i rappresentanti di Save the Children ci chiedevano di evitare di fotografare i bambini.

Davanti alle tragedie, però, non c’è regola alcuna. Non c’è Carta di Treviso che tenga. Quella foto è giornalismo puro, cronaca vera. Sì, è terribile, oscena, ma adesso in questo momento serve. E’ necessaria, indispensabile per scuotere un’Europa ed un Mondo troppo indifferente a quello che sta accadendo e di cui con ritardo – come sempre – i governanti si sono accorti.

Speriamo di non vederne più di foto simili pubblicate in prima pagina. Speriamo che si possa vedere un’accoglienza vera che non serva solo per lucrare sulle tragedie (Roma Capitale docet). Speriamo che si possano vedere i sorrisi dei bambini, quelli che non si possono pubblicare ma che propongo lo stesso perché anche davanti alla felicità di chi arriva sano e salvo non c’è alcuna regola che tenga.

Speriamo che il sacrificio di quel bambino ed il pugno allo stomaco dato da quella foto servano a cambiare. Ciao piccolo.

 

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