Coltivazione della canapa, 100 ettari in Calabria

Antonino Chiaromonte

Oltre cento ettari di terreno già disponibili per la coltivazione della canapa in Calabria. Lo ha comunicato l’associazione il Punto verde nel corso di un incontro svolto a Crotone per fare il punto della situazione sulla campagna di promozione della coltivazione della canapa. Coltivazione che, in Calabria, per il momento, è destinata solo all’uso industriale per edilizia e tessitura.

A presentare i dati è stato Luigi Critelli, vicepresidente dell’associazione presieduta da Antonino Chiaromonte (nlla foto in alto nel suo campo di canapa). “In Calabria – ha detto – abbiamo avuto disponibilità di 100 ettari di terreno per coltivare la canapa; di questi quasi la metà sono nel crotonese. Un risultato ottenuto grazie alla disponibilità dell’impianto di lavorazione South Hemp di Taranto dove sarà lavorata la canapa coltivata il Calabria. Il nostro scopo, però, – ha concluso Critelli – è quello di realizzare la filiera corta. Ossia la realizzazione in Calabria di un impianto per sfruttare le caratteristiche della canapa sia dal punto di vista industriale che alimentare”. (LEGGI ARTICOLO: Canapa, pianta ‘stupefacente’ per fare dalla carta alle batterie). 

Dopo la proiezione di alcuni filmati sulle possibilità di sfruttamento della canapa sativa, una variante della canapa indica conosciuta come marijuana, si è svolto un interessante dibattito coordinato da Maria Grazia Grande presidente della Pro loco Crotone.

Tra i tanti pregi della canapa, c’è quello della fitorimediazione. A parlarne è stato l’ingegnere Vincenzo Voce (componente dell’associazione) che ha spiegato come la canapa assorba soprattutto metalli pesanti come cadmio e zinco, esattamente quelli che inquinano l’ex zona industriale di Crotone. Voce non ha fatto mancare la polemica criticando il progetto di fitorimediazione scelto per l’area archeologica nella zona industriale: “Sarà attuato con piante di paulonia tomentosa che hanno radici profondissime e danneggeranno la zona archeologica anche in quelle parti dove non s’è inquinamento”.

Tra gli interventi dal pubblico anche quelli di architetti ed ingegneri. Enzo Frustaci si è detto “curioso di sperimentare l’utilizzo di mattoni di canapa che possono rendere più salubri le abitazioni”, Gabriele Messina ha annunciato che “c’è allo studio la realizzazione di mattoni portanti fatti in canapa e calce.

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Punto verde Filiera corta della canapa

Interessante l’intervento dell’agronomo Domenico Frontera che si sta occupando, per conto dell’associazione, di ‘insegnare’ la coltivazione della canapa. “Dobbiamo procedere per piccoli passi – ha detto l’agronomo – per capire quale è la migliore specie da coltivare in queste zone e soprattutto per imparare a coltivarla”. Frontera ha precisato che per il momento l’unica coltivazione possibile in Calabria è quella per canapa da fibra o uso edile. A proposito Critelli ha aggiunto che una parte della coltivazione che sarà realizzata verrà destinata a produrre i semi. Lo stesso Frontera ha spiegato anche i possibili profitti derivanti dalla coltivazione della canapa: si parla di circa 1.500 euro ad ettaro. Naturalmente il guadagno sarebbe maggiore se ci fosse in loco un impianto di lavorazione.

Dopo l’intervento di Mimmo Colacino, coordinatore del Gruppo di acquisto solidale di Crotone (che ha chiesto la coltivazione biologica della canapa), ha concluso il dibattuto Emilio Candigliota, in veste di assessore comunale ai lavori pubblici, ma anche ingegnere il quale ha esortato l’associazione a non fermarsi solo alla produzione grezza, ma di procedere alla realizzazione di impianti di produzione di derivati.

Nel corso dell’incontro è stato anche possibile assaggiare piatti cucinati con prodotti a base di canapa che si possono acquistare on line sul sito calabriacanapa.it.