Crotone-Livorno, una questione di squali e piccione


Il piccione non era ancora in campo (ha giocato solo nella ripresa), ma si può dire che il tiro al volo di Camillo Ciano al 20 del primo tempo ha uccellato il portiere del Livorno, Mazzoni e poi, per restare nel gergo ornitologico, il Crotone ha messo in gabbia i toscani senza concedergli nulla. Crotone-Livorno è una questione di fame. Fame di punti per gli squali e fame del piccione che in campo mangia i semi per tutto il secondo tempo. Alla fine qualcuno dirà che il Crotone ha giocato in dodici, visto che per tutto il secondo tempo, il protagonista sul manto erboso dell’Ezio Scida è stato un piccione che beccava i semi del prato poco interessato ai quai 22 uomini in pantaloncini che correvano dietro una sfera.

Il Crotone, restando nella metafora, ha dunque iniziato a prendere il volo verso zone più alte della classifica. Si spera che la prestazione, pressocchè perfetta indifesa, possa ripetersi martedì contro il travolgente Pescara. Drago schiera una squadra sempre corta, attenta a non lasciare spazi. Una squadra che soffre, si prende anche qualche fischio, ma poi trova il guizzo e vince. Non pervenuto il Livorno che fa tanto possesso palla, ma poi si perde in un bicchiere d’acqua. Bene Claiton, che non fa passare alcuno dalle sue parti, bene anche Maiello, Dezi e Suciu, una bella scoperta Stoian (al debutto allo Scida). Zampano, rientrato dopo un infortunio, dà spessore alla fascia destra dalla quale, finalmente, non arrivano pericoli, Stessa cosa non si può dire della fascia sinistra con Modesto che, nella seconda parte di gara, è sembrato una brutta copia di se stesso. Sottotono anche Torregrossa, che però resta da solo a combattere contro Emerson e Gabriel. Da migliorare alcuni meccanismi d’intesa sui contropiedi. Tra i subentrati bene Ricci e Gigli, svogliato Padovan. Alla fine, però, è gloria per tutti. Dalla panchina escono esultanti Vrenna e Ursino che corre sull’erba. Escono nervosi e a testa bassa quelli del Livorno (leggi altro articolo). Il piccione, ormai rimpinzatosi, osserva ancora stupito quegli umani in mutande.