Errori e poco coraggio, la serie A del Crotone è un incubo (foto)


Il ritorno nel proprio stadio dopo le trasferte forzate a Pescara non ha prodotto risultati. Il Crotone continua ad essere il brutto anatroccolo del campionato, non tanto per i punti fatti (appena uno in nove partite), ma per il rendimento.

Domenica 23 ottobre era iniziata con tanto entusiasmo tra i tifosi che entravano nel nuovo Ezio Scida. E’ finita con mugugni e lamentele perché non basta solo uno stadio bello a trasformare il brutto anatroccolo. Nonostante quello che ne dica l’allenatore, la squadra non ha un gioco, è timorosa, le manca il cuore. A reazione siamo a zero. Quando il Napoli ha deciso di rallentare ed ha commesso anche gravi errori in difesa, il Crotone non ha saputo pungere mostrando tutti i suoi limiti. Non tragga in inganno il secondo tempo: il Napoli – in dieci – ha lasciato giocare gli squali fino al gol di Rosi; nei tre minuti di recupero ha subito alzato il baricentro e i rossoblu, in quello che doveva essere l’arrembaggio finale, non hanno superato la propria metà campo.

La prima storica stagione in Serie A sta diventando un calvario, per calciatori, dirigenze a tifosi. Troppi errori di inesperienza e presunzione commessi.La serie A, come avvertiva Juric è un’altra cosa. Ed è davvero così.

La squadra è stata messa su con un budget ridotto, si è investito su uno stadio per ora rimasto incompleto e che nella prima casalinga in Serie A contro una delle grandi del campionato ha sfiorato di poco gli ottomila spettatori (di cui 6000 abbonati). Ovvero quanto solitamente avveniva nella passata stagione. Ma ormai è fatto. Certo l’inizio non è stato dei migliori: la pioggia ha salutato gli spettatori che volevano godere della tribuna coperta che per ora è cabriolet. Quindi biglietti sempre cari ma ombrelli da casa (a chi l’hanno fatto entrare) per ripararsi dalla pioggia

Neppure il sole che ha rotto il cielo uggioso ha portato bene al Crotone nel suo esordio casalingo nel massimo campionato. Non lo ha caricato come accadeva per Superman. In campo c’erano ancora tanti Clark Kent. La squadra a tratti si muove tatticamente bene, prova a giocare, ma la qualità è quella che è e, soprattutto, manca il cuore. Davide Nicola parla di paura di giocare in A: probabilmente dovrebbe essere lui a infondere, oltre ai dettami tattici, più determinazione e coraggio.

Così la Curva sud, che ha dato spettacolo ancora una volta sventolando 3000 bandiere con la scritta Serie A, al secondo gol del Napoli – che era in dieci uomini -ha perso la pazienza ed ha invitato l’allenatore (che in A non vince da 16 gare) ad andarsene ed il presidente Vrenna (che era scuro in volto in panchina) a spendere. Fino ad ora la società è andata dritta sulla sua strada non ascoltando alcuno né sulla vicenda stadio, né sulla squadra. Forse è il momento di cambiare metodo.