Milan-Crotone, luci a San Siro…rossoblù


MILANO – I cori dei tifosi rossoblu si sentono da dentro lo stadio ancora chiuso. Io sono già sul manto erboso, entrato alle 19 con il pass di fotografo de il Crotonese.
Arrivandoci si passa sul muro dei trofei con le targhe che ricordano i trionfi di Milan ed Inter. Ma oggi, 1 dicembre 2015, San Siro è lo stadio di Crotone.
I cancelli aprono alle 20, ma l’afflusso dei crotonesi è tale che le porte di San Siro si spalancano già alle 19.30. Ed è una marea rossoblù che tracima nel primo anello. Comincia la festa. Arrivano da ognidove. Papà. mamme e figli ed anche nonni. Tutti  per vedere Milan-Crotone.
Inizia la gara ed inizia lo spettacolo dei tifosi. Sono bellissimi, splendidi. Lo confesso, gli occhi mi sono diventati lucidi. Quei tifosi sono l’immagine di un popolo che non vuole arrendersi e si aggrappa alle cose positive come è, in questo momento il calcio a Crotone. E sono anche il simbolo della Calabria che chiede riscatto. Anche a partire da un ‘semplice’ gioco come il pallone. Ci hanno messo anima e soldi per dare di Crotone e della Calabria una immagine di gioia: l’ingresso delle squadre è salutato con 5.000 bandierine rossoblù che fanno da cornice allo striscione con lo stemma Curva Sud Crotone. A ‘comandare’ la curva è tornato per l’evento Sebino, storico capo ultras del Crotone. Al suo fianco i giovani – Gaetano, Pisano, Simone e tanti altri – che hanno raccolto l’eredità ed organizzato la trasferta a Milano in modo perfetto.
‘Va jjiut bon ca un c’è u rtorno’ è lo striscione beffardo che sancisce che quella di San Siro per il Crotone è stata la sconfitta più vincente che potesse mai capitare, quella nella quale si è sentito il profumo di serie A dimostrando di avere una squadra, una società e soprattutto dei tifosi per farcela. Oi mammicé chi d’è ssu Cutroni.