Immigrazione: l’accoglienza non basta, serve una politica


Gli occhi sono stanchi. La paura ed il terrore si scoloriscono appena guardano verso terra. Lo fanno da quel rimorchiatore che li sta portando a riva. Fuori da quel mare così calmo e bello, ma capace di prendersi tre loro compagni di avventura.

Hanno visto la morte in faccia, queste 211 persone, hanno toccato la signora con la falce nei corpi delle due donne e dell’uomo morti annegati in acqua a pochi metri dai soccorsi. Ora, però, sono in salvo. A Crotone. Sono scesi da una petroliera, la Prince I, che li aveva raccolti al largo delle coste libiche domenica 3 maggio. Erano su due barconi diversi. Da uno di questi, in tre sono caduti in mare forse perché si sono alzati incautamente su un gommone malandato per farsi notare dai soccorritori. Arrivano dall’Africa centrale. Cercano speranze in quell’Europa che li salva con l’operazione Triton ma che li abbandona obbligando l’Italia a gestire da sola l’accoglienza di questo esodo.

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Già, l’accoglienza. Quella di cui noi italiani dovremmo andar fieri. Lo si vede nei piccoli gesti dei volontari della Croce Rossa Italiana e della Misericordia. Nelle attenzioni che mettono i medici del 118 nel curare chi sta male dopo settimane di viaggio in mare. Nei marinai della Capitaneria, nei mediatori culturali che parlano la lingua madre di chi arriva, ma anche nei poliziotti che cercano di identificare gli scafisti, ma pensano soprattutto a salvare esserei umani. Gesti di mani tese ad offrire un bicchiere d’acqua o delle ciabatte, di braccia che sostengono chi è sofferente, di sorrisi e sguardi di amicizia che si incrociano.

In questa poesia dell’incontro umano, però, c’è la realtà che stride. Non ci sono più posti in Italia dove accogliere queste persone. A Crotone l’ultimo sbarco, quello del 5 maggio, ha costretto la Prefettura a disporre che i 24 minori vengano ospitati in una palestra del Comune.

C’è un problema da risolvere: possiamo accoglierli con amore, ma dopo? Queste persone che arrivano da Paesi poveri ed in guerra che fine faranno? Andranno a dormire nelle stazioni d’Italia (leggi articolo)? Andrano ad ingrossare le fila della criminalità? Qui si ferma la solidarietà umana. Qui dovrebbe iniziare la politica. Quella che in Europa non guarda oltre le Alpi e che sta trasformando il Mediterraneo in un mare di morte.