La Statale 106, una via Crucis che dura da 50 anni

Voce potente e tanta determinazione. Anche quando la gente non risponde. Anche quando i politici fanno finta di nulla, Nando Amoruso non si dà per perso e, pur se da solo, riesce sempre a far parlare della statale 106. Lo ha fatto anche sabato 18 ottobre improvvisando una Via Crucis su una corsia della stretta carreggiata tra i comuni di Cirò Marina e Torre Melissa nel crotonese. Ha portato sulle spalle una pesante croce di legno e si è spostato sulla strada.

“Questa croce – ha detto con la sua voce potente – è quella che sta portando da cinquant’anni la popolazione del crotonese costretta a viaggiare su una strada che non ha nulla di europeo, ma è una mulattiera buona solo per i cavalli. Una strada della quale la politica, ad ogni livello e di ogni colore, si è  sempre disinteressata come vediamo anche oggi”.

Amoruso, presidente del Comitato Vita (Viabilità, infrastruttura, trasporti e ambiente), con questa sua ennesima protesta per la strada statale 106  vuole chiedere al ministro delle infrastrutture, Maurizio Lupi, che sarà nel crotonese a fine mese, l’inserimento nella programmazione europea dei lavori per il megalotto 8-9 “Sibari-Aeroporto Sant’Anna”. Un’opera imponente che servirà a rendere più sicura la statale, ma soprattutto più vicino l’aeroporto di Crotone alla zona alta dello ionio cosentino.

“Non ne possiamo più di percorrere una strada simile, piena di pericoli continui – ha dettoAmoruso – e per la quale non bastano solo le rotatorie. Vogliamo una strada moderna e sicura”. La protesta, alla quale ha partecipato un gruppo di donne e di sostenitori del movimento Vita, è stata ‘boicottata’ dai sindaci e dai rappresentanti dei Consigli comunali che Amoruso aveva anche invitato in occasione delle elezioni provinciali del 5 ottobre: “Non possono dire che non sapevano” ha tuonato Amoruso rivelando che si era recato apposta al seggio per informare i rappresentanti dei Comuni..

Unici rappresentanti istituzionali presenti sono stati l’assessore comunale di Cirò Marina, Francesco Ferrara (in rappresentanza del sindaco Siciliani) ed il primo cittadino di Strongoli, Michele Laurenzano. A fare da spalla alla protesta di Amoruso anche un gruppo di cavalieri (dell’associazione Resisti Strongoli e qualche privato) giunti appositamente che con i loro cavalli hanno stazionato lungo il bordo della statale visto che è vietato loro percorerre la strada: la loro presenza ha voluto significare  che la Euro 90, alias 106, è una strada mulattiera adatta solo per gli animali. Alla manifestazione hanno partecipato alcuni rappresentanti degli Attivisti No Eni. Il rallentamento del traffico è durato circa mezz’ora, tanto quanto è bastato ad Amoruso per apparire sulle cronache dei siti on line con la croce sulle spalle e far parlare ancora di Statale 106.

Quello dell’ammodernamento della statale 106, ed in particolare del Megalotto 8-9,  è un tema che anche l’associazione Basta vittime sulla 106 sta portando avanti con iniziative istituzionali avendo realizzato tra le altre cose anche una proposta di deliberazione per i comuni della fascia ionica da Sibari a Crotone finalizzata a chiedere al Ministero l’inserimento del megalotto 8-9 nelle opere del programma europeo. Sabato 25 ottobre proprio l’associazione ha indetto, a Rossano, un incontro pubblico per parlare ancora della statale 106, una strada che dal ’96 ad oggi ha provocato oltre 600 vittime, circa 9.000 sinistri e oltre 24.000 feriti. L’incontro si terrà alle 16.30 presso la sala convegni dell’ex Asl 3.