L’elicottero col ‘missile’ in cerca di siti radioattivi

Elicottero Helica
Uno strano elicottero sta sorvolando la Calabria in questi giorni. Ha collegato, ad un cavo un curioso strumento di colore rosso simile ad un missile. Nei giorni scorsi l’elicottero è stato avvistato nei cieli di Torretta di Crucoli. Niente paura, però, non si tratta di questioni militari.

L’elicottero giallo è della Helica una società di Udine specializzata nei rilievi geofisici.Helica, azienda friulana si è aggiudicata una commessa del Comando generale dei Carabinieri per un’attività di telerilevamento aereo nel Sud Italia. Gli elicotteri dell’azienda di Amaro, centro della provincia di Udine, sono dotati di un sistema laserscan (Lidar) e dal luglio 2013 stanno scansionando un’area di quattromila chilometri quadrati – zone di Campania, Sicilia, Puglia, Calabria – con il compito di cercare anomalie nei terreni. Il progetto è del Ministero dell’Ambiente in collaborazione con il Comando generale dell’Arma dei carabinieri e delle Agenzie regionali della protezione ambiente ed è riservato alle regioni del Sud Italia. 

Il responsabile dei progetti di Helica, Christian Peloso, spiega che l’elicottero, attraverso un magnetometro (il ‘missile’) ed uno spettrometro registra eventuali mutamenti del magnetismo terrestre e della radioattività con lo scopo di individuare eventuali anomalie che indicherebbero la presenza di materiale inquinante o radioattivo.Il magnetometro è un dispositivo speciale lungo otto metri che è appeso all’elicottero con un cavo di 30 metri per evitare interferenze magnetiche proprio dal velivolo. Riesce a captare le differenze di magnetismo terrestre e così può individuare anche la presenza di rifiuti interrati in fusti metallici o cavità nel terreno nelle quali potrebbero esserci depositi di rifiuti.

Lo spettrometro invece misura la radioattività e serve per individuare possibili presenze di rifiuti radioattivi nascosti in cavità sotterranee.Il progetto di rilevamento aereo a bassa quota è in fase di attuazione da oltre un anno (è cominciato nel luglio 2013). Nel caso vengano registrate anomalie sono immediatamente avvisati i Carabinieri del Noe e le Arpa per le verifiche dirette sul territorio ‘sospetto’. Solitamente l’acquisizione dei dati si effettua con più sorvoli sulla stessa zona e dura circa un mese. In Calabria saranno esaminati 2.000 km quadrati di territorio. (Grazie a Pino Sanfelice per la foto principale)