Lo sbarco dei mille


I fulmini non fanno più paura. Ci sono le nubi nere in cielo, ma per loro è sereno. Il sereno che offre la terraferma quando torni a calpestarla dopo giorni di acqua e niente più. Non fanno più paura i tuoni e la pioggia quando vedi le mani di quegli uomini in tuta bianca di Croce Rossa Italiana e Misericordia che ti aiutano a sbarcare. Non ci sono fulmini e saette che tengono quando nell’aria c’è l’umanità di chi accoglie chi fugge.  Che tu sia bimbo, donna o uomo, Che tu sia nero e bianco. Cristiano o musulmano.

Mani infaticabili, che non si fermano. Che danno coperte tra cui riscaldarsi, ciabatte con cui camminare su un suolo libero, vestiti nuovi per tornare a sperare. In 1.137 sono arrivati a Crotone domenica 20 settembre dopo essere stati salvati dalla nave della Guardia Costiera ‘Dattilo’ . Sono 737 gli uomini, 316 le donne e 48 i minori.

Nel giorno in cui l’estate se ne va con una pioggia afosa, loro sbarcano timorosi, infreddoliti, impauriti e stanchi. Hanno affrontato il mare dalla Libia dove sono arrivati chissà come attraversando deserto e affrontando le richieste dei trafficanti. Provengono da Sudan, Etiopia, ma anche Marocco e Tunisia.

I bambini sono i primi a rimettersi in moto: basta un saluto e loro ricambiano con baci e sorrisi. Poi un succo di frutta o una merendina e li vedi correre a giocare. Ci sono fratelli e sorelle, madri e padri, figli che si abbracciano increduli di avercela fatta; amiche che corrono, mano nella mano, verso l’autobus che li porterà in qualche parte d’Italia: non importa quale l’importante per ora è essere in Europa. La Prefettura e la Questura di Crotone hanno organizzato in poche ore lo sbarco dei mille: infatti nel porto pitagorico era previsto l’arrivo di un’imbarcazione con 320 persone, poi nella notte le cose sono cambiate e le forze dell’ordine hanno dovuto riorganizzarsi in fretta riuscendo – con il cielo che minacciava pioggia – in un compito difficile: identificare le persone, assegnarle alle varie destinazioni, trovare gli scafisti (ne sono stati fermati due).

In Calabria del 1.137 ne resteranno solo 125, mentre 505 sono subito partiti con l’autobus verso le destinazioni decise dal ministero dell’Interno. Gli altri partiranno domani. Tutti vivi con un sorriso per pagare la speranza ricevuta dalle mani di chi li aiuta.