Su salute e lavoro non scherzate più

Sindaco, dai cazzo, scendi in piazza. Apri le porte del Comune e ascolta i cittadini. Prima però, dai cazzo, voi candidati alle regionali, scendete da quel palco. Non strumentalizzate anche voi i diritti costituzionali dei cittadini. Nessuno osi strumentalizzarli salute e lavoro. Vanno garantiti a prescindere se si è di destra o sinistra o di mezzo. Vanno tutelati con politiche che guardino al cittadino e non al proprio tornaconto, o alle poltrone da poter assegnare. Basta.

Soprattutto qui, in Calabria, dove sulla pelle dei malati si è giocato troppo. Ed il risultato? Nessuno, che si chiami Pd piuttosto che Forza Italia, è riuscito a dare ad una regione di poco meno di 3 milioni di abitanti una sanità degna di questo nome. Ai politici nostrani poco importa se un malato di tumore è costretto ad interminabili attese o a lunghi e dispendiosi viaggi. Loro devono apparire. Gli altri possono morire.

Così quella che si è consumata di lunedì 10 novembre a Crotone è stata un manifestazione dai due volti. In piazza la gente che chiedeva salute e lavoro. Chiedeva di aprire, finalmente a Crotone, una struttura all’avanguardia nel campo della cura ai tumori. Una struttura, il Marrelli Hospital, interamente realizzata con fondi privati che offre anche 180 posti di lavoro, ma soprattutto che dovrebbe essere al servizio di tutti evitando a chi soffre di sobbarcarsi viaggi e spese assurde.

Il condizionale è d’obbligo in quanto la Regione Calabria, quella attualmente e fino al 23 novembre guidata dalla moglie del Marrelli, ancora non ha accreditato la clinica al servizio nazionale. Già questo è strano: in una Regione dove tutto è fatto per l’amico o il parente non si riesce ad aprire una clinica che davvero può servire a tutti il cui proprietario è marito di Antonella Stasi presidente facente funzione già vicepresidente della giunta regionale. No! Perchè il Pd con i suoi esponenti più alti ha messo i bastoni tra le ruote, urlando allo scandalo. Mentre la gente era costretta ad andare a soffrire a Catanzaro o nel resto d’Italia per curarsi.

Ora stranamente il Pd tace. Muto. Ci sono le elezioni. Non sta né con nè contro. Intanto la gente si ammala ed aspetta di lavorare. Per questo va in piazza per chiedere di aprire quella clinica. Clinica che., intanto, ha i suoi problemi che non sono politici, ma privatistici. Perché una delle proprietarie dell’immobile, un’ereditiera di Napoli, ha deciso che non si può ampliare la struttura. Per questo il Comune di Crotone, legittimamente per tutelarsi da eventuali atti risarcitori, ha annullato la concessione edilizia.

Da qui la protesta di lunedì mattina, che aveva una ragione di esistere al di là dei colori politici, per rivendicare ‘un atto di coraggio’ del Comune di Crotone mostrato ai più come l’unico colpevole di una vicenda privata.

L’altra faccia della manifestazione è uno scivolone. Quello avvenuto quando sono stati fatti intervenire i candidati alle regionali del centrodestra. Se diritti e salute non hanno colore politico era bene che lunedì quelle persone restassero a manifestare come cittadini tra i cittadini, tra quelli di destra e di sinistra che hanno appoggiato l’iniziativa. Avrebbero fatto più bella figura perché, lo ricordiamo, negli ultimi cinque anni la gestione della sanità calabrese è passata anche dalle loro mani.

L’accaduto ha ridato la palla al sindaco Vallone che, nel pomeriggio, in una conferenza stampa ha urlato: “Vergogna, anzi doppia vergogna” riferendosi proprio alla strumentalizzazione politica avvenuta con gli interventi dei candidati alle regionali del centrodestra. Il gioco delle parti sui diritti costituzionali ricomincia. Il timore è che ancora una volta a perdere siano quei ragazzi che attendono un posto di lavoro e quelle persone che combattono contro il cancro.

Giuseppe Pipita