Meningite, morto il mediatore culturale

Ospedale di Crotone

E’ deceduto nel pomeriggio del 28 novembre l’uomo di nazionalità araba che era stato colpito da meningite. L’uomo, che lavorava come interprete per l’Ufficio immigrazione della Questura di Crotone, era stato ricoverato giovedì pomeriggio nel reparto rianimazione dell’ospedale di Crotone in gravi condizioni. La Prefettura precisa: nessun allarme al Centro di accoglienza.

L’allarme è scattata giovedì quando l’uomo non si è presentato al lavoro, I colleghi hanno provato a contattarlo al telefono e non avendo risposte sono andati a cercarlo a casa. Le sue condizioni sono apparse subito preoccupanti. Al San Giovanni di Dio i sanitari hanno accertato che si trattava di un caso di meningite e lo hanno subito ricoverato in terapia intensiva.

Il prefetto Maria Tirone ha convocato una riunione d’urgenza cui hanno preso parte anche i responsabili del Dipartimento prevenzione dell’Asp e il medico della Questura.

Dai controlli effettuati è emerso che il caso non è assolutamente riconducibile alla frequentazione che per motivi di lavoro il mediatore culturale ha avuto con il Centro di accoglienza per immigrati di Sant’Anna; frequentazione – sottolinea la Prefettura – comune a tanti altri operatori, dalle forze di polizia ai volontari che si recano quotidianamente nella struttura per immigrati dove, a tutt’oggi, non si sono mai verificati casi di meningite tra gli ospiti e tantomeno fra gli operatori.

Giuseppe Brugnano

Giuseppe Brugnano

Era stato, infatti, il segretario del Coisp (sindacato indipendente di Polizia), Giuseppe Brugnano, a denunciare con una nota stampa diffusa nel pomeriggio di giovedì 27 novembre, il caso di meningite. Brugnano si diceva preoccupato del fatto che nessun operatore di polizia era stato informato della vicenda.  “Nessuno ha informato ufficialmente e per iscritto il personale, anche rispetto alla profilassi da seguire. E’ infatti obbligatorio che tutti coloro i quali hanno operato nel centro negli ultimi periodi, vengano sottoposti allemisure sanitarie necessarie e questo vale anche per le famiglie”.

Il Questore Luigi Botte, dal canto suo, ha diramato una nota interna per tranquillizzare il personale e fornire informazioni utili a scongiurare il comprensibile allarme che si è diffuso tra gli operatori. In proposito è stata la stessa Prefettura, con il supporto delle autorità sanitarie, a individuare la profilassi da seguire che, in ogni caso, riguarda solo le persone che sono entrate direttamente in contatto con la persona colpita dalla meningite. Si tratta – specifica la Prefettura – di una terapia a base di antibiotico: il Rifadin, e per i minori e le donne incinte il Rifocil: due capsule al giorno per due giorni soltanto sono sufficienti a scongiurare rischi di contagio. Sono state immediatamente sottoposte a disinfestazione tutte le stanze della Questura dove l’uomo aveva operato in questi giorni per la sua attività di mediatore culturale, ed anche le aule di una scuola di Crotone dove teneva lezioni di arabo.

L’arabo, oltre a svolgere il ruolo di mediatore culturale presso la Questura ed il centro di accoglienza, insegnava in un corso serale di arabo per adulti. Per questo, nonostante le assicurazioni da parte di Asp e personale della scuola, questa mattina nessun alunno è entrato nell’edificio della scuola. Molte delle persone che sono state a contatto con il giovane arabo colpito da meningite stanno già eseguendo la profilassi preventiva presso l’ospedale di Crotone.

La meningite una malattia del sistema nervoso centrale, generalmente di origine infettiva, caratterizzata dall’infiammazione delle meningi (le membrane protettive che ricoprono l’encefalo e il midollo spinale); è la più frequente sindrome infettiva del sistema nervoso centrale. La maggior parte dei casi di meningite, sia virale sia batterica, deriva da infezioni contagiose che si diffondono attraverso le minuscole gocce di liquidi provenienti dalla gola e dal naso di una persona infetta. Le goccioline possono essere trasportate dall’aria quando la persona tossisce, ride, parla o starnutisce. Poi possono infettare le altre persone che le respirano oppure che, dopo averle toccate, portano le mani al naso o alla bocca.L’infezione si trasmette anche condividendo alimenti, bicchieri, stoviglie, fazzoletti o asciugamani con una persona infetta. Alcuni agenti infettivi si possono diffondere attraverso le feci, quindi chi entra in contatto con le feci, ad esempio un bambino non abituato a lavarsi le mani, può contrarre l’infezione. Nella maggior parte dei casi l’infezione si diffonde tra persone che vivono a stretto contatto, ad esempio tra coloro che vivono vive nella stessa casa oppure si espongono all’agente infettivo baciando la persona infetta o condividendo bicchieri e stoviglie.

Il contatto casuale a scuola o sul posto di lavoro con una persona infetta di solito non trasmette l’agente infettivo.

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