Pararigori Cordaz e bomber Ferrari, lo squalo emerge dal fondo classifica


Si torna a fischiettare ‘A mano a mano’ uscendo dallo stadio di Crotone. La canzone che aveva fatto da colonna sonora alla cavalcata trionfale verso la serie A, riecheggia nuovamente tra i tifosi.

La vittoria nello scontro salvezza contro il Pescara ha restituito entusiasmo ad un ambiente che era abbattuto da un inizio di campionato pessimo. “Resteremo in Serie A” urla la Curva Sud alla fine della gara mentre osanna il suo portierone Alex Cordaz protagonista della gara con la parata sul rigore di Memushaj. Secondo penalty di fila respinto in una settimana dall’estremo rossoblu dopo quello parato a Niang a San Siro. E poi c’è Gian Marco Ferrari che  – come lo scorso anno – con il Pescara si trasforma in bomber e fa esplodere di gioia lo Scida. 

Il Crotone si aggiudica meritatamente lo scontro salvezza col Pescara. Tre punti fondamentali che permettono agli squali rossoblu di emergere dal fondo della classifica lasciando in basso il Delfino abruzzese. Una gara nervosa, palpitante. Tanti ammoniti e due espulsi. 

Partita non bella, con pochi spunti di cronaca. L’importanza della posta in palio non aiuta il gioco. Il Crotone ripropone il 4-4-2 con il quale aveva messo in difficoltà il  Milan. Nella mediana c’è Palladino al posto di Stoian, mentre Martella e Sampirisi vanno sugli esterni di difesa. Nel Pescara che Oddo schiera ad ‘albero di natale’ unica novità è Crescenzi al posto di  Biraghi. 

I padroni di casa sono molto aggressivi e non permettono al centrocampo biancazzurro di ragionare. “Abbiamo preparato la gara in modo maniacale perché consapevoli dell’importanza di una vittoria – spiegherà nel dopo gara Nicola ai giornalisti -. Abbiamo lasciato al Pescara il pallino del gioco costringendoli, però, a manovrare sull’ampiezza e mai in profondità”.
I ragazzi di Nicola sono bravissimi ad eseguire le disposizioni tattiche. Il Pescara ha il possesso palla, ma non serve a nulla. Oddo perde dopo un quarto d’ora il suo uomo di punta, Simone Pepe, che si ferma per un infortunio (aveva provato prima della gara ed aveva avuto l’ok dello staff medico). Il Crotone attacca molto sulle fasce, la catena di sinistra Martella-Palladino spinge forte e su un cross del numero 7 del Crotone, il difensore Campagnaro tocca di mano in area di rigore. D’Amato concede il penalty che Palladino trasforma. 
Nel finale di tempo uno degli episodi chiave: Barberis atterra Memushaj in area e l’arbitro concede il rigore. É  lo stesso capitano del Pescara ad andare sul dischetto, ma tira malissimo e Cordaz para facendo esplodere di gioia lo Scida.
 
Nella ripresa il copione non cambia. Crotone attento e Pescara che fa gioco. Al 20′ quella che potrebbe essere la svolta della gara: Aquilani si fa espellere per doppia ammonizione, ma il Crotone non  ne approfitta. 
“Siamo stati bravissimi saltare il loro centrocampo – dirà pi Nicola – ma abbiamo commesso solo un errore: non aver pressato alto quando loro erano in dieci”.
A dieci dalla fine il Crotone rivede le streghe: al 35′ anche i rossoblu restano in dieci per l’espulsione di Capezzi (secondo giallo). Proprio sulla punizione scaturita dal fallo il Pescara trova il pari con Campagnaro lasciato solo a destra e libero di colpire di testa.  Questa volta, però il Crotone non si smaterializza: pressa il Pescara e due minuti dopo trova il gol vittoria con Ferrari che sbuca tra le maglie biancazzurre e, in perfetta solitudine, di testa batte Bizzarri.

Lo Scida esulta e per l’ultima gara del 2016 allo Scida torna a cantare: ‘A mano a mano’.