Protesta migranti blocca 106 ed aeroporto (FOTO E VIDEO)


Protestano per avere migliori condizioni di vita nel centro di accoglienza Sant’Anna ma mandano in tilt viabilità e trasporti attirandosi le ire anche di chi sta dalla loro parte.

I migranti ospiti del centro di accoglienza Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, stavolta hanno davvero esagerato. La loro manifestazione pacifica, durata praticamente per l’intera giornata di lunedì 16 marzo, ha causato danni ingentissimi al trasporto locale per la chiusura dell’aeroporto. Il blocco della Statale 106, attuato all’improvviso lunedì mattina, ha infatti impedito ai dipendenti dell’aeroporto di recarsi nella loro sede di lavoro per svolgere il compito di assistenza ai passeggeri ed agli aerei che dovevano atterrare e ripartire da Crotone. I voli da Pisa, Ciampino e Bergamo sono stati dirottati a Lamezia Terme.

Gli immigrati, invece, sono rimasti lì, sulla ss 106 guardati a vista dalle forze dell’ordine che hanno anche preso a sassate: quattro i finanziari rimasti contusi. Forze dell’ordine che sono rimaste inerti (salvo una carica di avvertimento) lasciando che l’aeroporto potesse essere bloccato, Più di qualcuno si è chiesto: se fossero stati studenti o italiani a protestare così, avrebbero agito allo stesso modo?
Una protesta dura quanto motivata da futili richieste: almeno da quello che si leggeva nei cartelli. Chiedono un miglioramento delle condizioni di vita nel campo, migliori pasti, vogliono il pocket money in denaro liquido e non i beni di servizio (schede telefoniche e prodotti per l’igiene), chiedono di avere schede telefoniche internazionali che permettano di poter parlare di più con i loro cari in Africa. Nessuno ha parlato di problemi per le pratiche del permesso di soggiorno. Anzi, a dire il vero qualcuno ha anche chiesto di avere i soldi per potersi pagare i ricorsi al rigetto delle richiesta di asilo politico. Una richiesta forse dettata da qualcuno che ha interesse a rappresentare e sfruttare in tribunale queste persone.

Un atteggiamento questo dei migranti che, diciamola tutta, è anche istigato da trasmissioni e inchieste poco informate su come funzionano i centri di accoglienza in base alle regole dettate dalla legge italiana. Altro che pocket money non dato. Lunedì a Crotone anche i tanti (come il sottoscritto) che vedono in questi migranti l’altro da accogliere hanno avuto qualche ripensamento.

Una protesta infondata come hanno anche detto altri ospiti del campo, tra quelli che non protestavano hanno chiaramente fatto capire che i pasti ed i servizi loro offerti sono di qualità se rapportati a quelli di altre strutture per immigrati simili. “Spesso – ha detto un mediatore culturale – vedo che non vogliono il cibo o lo buttano via perché non è di loro gradimento. Anche io quando sono arrivato al campo non amavo questo cibo perché la cucina africana è piena di aromi e spezie ed ai sapori ci si deve abituare”. Altre operatrici sociali del Cara confermano che le richieste fatte di schede de telefoniche più economiche per le chiamate all’estero sono state tutte recepite dalla Misericordia (associazione che gestisce il campo) che sta provvedendo a cambiare quelle fino ad oggi consegnate.

Tanto lavoro per le forze dell’ordine impegnate in una missione di mediazione difficile in quanto queste proteste non hanno un referente a cui rivolgersi, ma tante teste pensanti e calde. Per cui mentre da una parte c’era chi cercava di mediare, dall’altra c’erano gruppi che non avevano intenzione di mollare la protesta. Il blocco è stato tolto intorno alle 16.