Precari calabresi lotta all’ultimo blocco

In Calabria sono quasi 30 mila. Un esercito di persone che ha perso il lavoro e che dovrebbe vivere con il supporto dei cosiddetti ammortizzatori sociali. In questo caso si tratta di operai in mobilità in deroga, gente che può essere utilizzata per svolgere altri lavori nel caso ce ne sia l’eventualità. Questi lavoratori precari dovrebbero ricevere un assegno mensile tra 400 e i 1000 euro a seconda del grado di ‘anzianità’ della mobilità (più sono gli anni meno si ottiene). Solo che questo assegno da tredici mesi tarda ad arrivare.

Così, dopo l’ennesima promessa del pagamento di due mensilità non mantenuta, quella fatta dal Prefetto di Reggio Calabria lo scorso 16 ottobre per convincerli a togliere il blocco all’imbarco dei traghetti per la Sicilia, i precari calabresi il 4 novembre sono tornati a bloccare le vie di comunicazione per rivendicare il loro diritto ad avere il sussidio che gli spetta.Pochi soldi, ma utili a mantenere le famiglie; a pagare – se ci si riesce – le bollette.

A Crotone dei 3000 operai in mobilità e precari, solo una settantina – sotto le insegne di Cisl e Uil – hanno aderito alla manifestazione regionale bloccando per alcune ore la statale 106. La manifestazione Uil-Cisl con i precari provincia di Crotone, chiede di avere risposte concrete su: convocazione cabina di regia alla presenza delle organizzazioni sindacali; utilizzo immediato dei 22 ml stanziati dal governo; autorizzazione da parte del Ministero dell’economia alla Regione per l’utilizzo dei 45 ml fondi pac Calabria; data ti pubblicazione dei decreti attuativi per lsu lpu
“Troppa indifferenza istituzionale rischia di esasperare gli animi di migliaia di precari calabresi che ormai non ricevono i sussidi da 18 mesi” ha detto Fabio Tomaino della Uil.

Orgoglio e speranza si legge nei visi di questi uomini e donn senza lavoro. Un orgoglio ed una speranza messa a dura prova dalle istituzioni che sembra quasi vogliano appositamente innescare la miccia per far scoppiare una guerra tra poveri. Tra quei cittadini che protestano per i loro diritti e gli altri che protestano perché a causa di queste manifestazioni non possono svolgere il loro dovere di lavorare. Sembra il cane che si morde la coda in cui alla fine, l’unico a perdere è sempre il cane.

I blocchi sono stati tolti, a Crotone come in tutta la Calabria,  dopo la convocazione di un incontro a Palazzo Chigi per il 12 novembre. I precari sono pronti a continuare la loro lotta. Fino all’ultimo blocco.