Crotone 1996, un’alluvione ‘attuale’

 

Era il 14 ottobre 1996. Io iniziavo a lavorare a il Crotonese. Viaggiavo da Torretta di Crucoli. Ogni giorno. Anche quel giorno, con la mia 500 rossa. Pioveva che Dio la mandava. La statale 106 non era però allagata. I primi problemi li incontrai al Passovecchio. Come sette giorni prima, il torrente era straripato. Comunque riusciì a passare. Erano le 9 di mattina. Superai Fondo Gesù, poi mi fermai. Avevo attraversato l’inferno. Scesi dall’auto. Nella fretta dimenticai anche le chiavi attaccate alla portiera. Ma quel giorno l’auto non interessava ad alcuno. Avevo all’epoca una Canon Eos 5. Ancora con il rullino. Scattai, scattai, scattai. Foto di soccorsi, di visi impauriti, di case allagate. Di gente che portava in braccio altra gente.

Paradossalmente di quelle foto non ho più i negativi, distrutti da un’altra alluvione che colpì Crotone nel novembre 2011. Sono rimaste le foto d’archivio stampate su carta che ripropongo in parte. E’ rimasto in tutti il ricordo di quella tragedia che causò anche sei vittime uccise dal fango e dall’incuria del territorio: Paolo Pupa, Angela Trovato, Luca Buscema, Bruno Commissio, Luca Tavano e Michela Cicchetto (di questi ultimi due ragazzi non è mai stato ritrovato il corpo).  Oggi 14 ottobre 2014, a 18 anni di distanza, qualcosa è cambiato. L’Esaro è più sotto controllo è vero, ma il territorio continua ad essere violentato dal cemento e dall’incuria. Una violenza che ha causato le recenti alluvioni qui a Crotone come a Genova.