Sardella al bando per colpa di Europa e Regione Calabria

Pesca della sardella a Crucoli

Pesca della sardella a Crucoli


Questo pezzo di pane e sardella nella foto non si può più mangiare. Vietato. Prodotto illegale per l’Europa. Illegale per lo Stato italiano che invece di difendere le sue diversità, non reagisce alle disposizioni di Bruxelles e continua ad autoflaggellarsi.

Da sabato 28 marzo la sardella è stata messa al bando anche a Crucoli, il comune più famoso in Calabria per la produzione di una prelibatezza gastronomica. Lo Stato italiano, attraverso la Prefettura di Crotone e la Capitaneria di Porto ha imposto al comune di cancellare proprio la sua identità storica-gastronomica. Dura lex sed lex, il 28 marzo il Consiglio comunale ha  revocaro il segno distintivo di Crucoli: il marchio Deco per la sardella perché questa pesca è illegale. Un marchio che venne proposto dal compianto Veronelli al Comune per promuovere e tutelare quella produzione così originale.

Ma poi, arriva l’Europa che vuole omologare tutto e cancella la ricchezza delle diversità culturali, gastronomiche, tradizionali. Così, mentre si discute di legalizzare l’uso della marijuana come accade nei paesi del Nord Europa, si proibisce di condurre una tradizione secolare forse più antica della stessa Europa: fare la sardella con la neonata di pesce. L’Unione Europea, con il Regolamento Mediterraneo del 2006, vieta la pesca della neonata di sarda sotto gli 11 centimetri. Nel regolamento del marchio di Denominazione comunale di Crucoli, che venne approvato nel marzo 2009, è previsto che il tradizionale caviale calabrese venga realizzato con pesce di 4 cm.
Fino al 2010 la Calabria aveva una deroga alle norme europee. Poi Bruxelles ha detto basta. Stanca di attendere. Sì, perché l’Europa poi non è la sola cattiva. A dare un colpo di spugna a questo settore delle pesche tradizionali – legate ad altrettante tradizioni tipiche gastronomiche ed a un indotto economico non indifferente – ci ha pensato anche la Regione Calabria che fin dal 2002 ha sottovalutato il problema pesca.
Già 13 anni fa, infatti, il Parlamento europeo stava lavorando alle norme per la regolamentazione della pesca nel Mediterraneo. E già allora chiese alle regioni di realizzare un monitoraggio e mettere insieme gli elementi atti a dimostrare le peculiaretà della pesca legate alle tradizioni (come appunto quella della sardella nel crotonese), all’occupazione, al fattore biologico.

Pesca della sardella a Crucoli

Pesca della sardella a Crucoli

La vicenda delle pesche tradizionali in Calabria è come tante altre cose di questa regione, davvero paradossale. La Regione Calabria – grazie a Lega Pesca – nel 2004 approvò una legge per il settore al fine di permettere di dare risposte a Bruxelles. Quella legge non fu mai attivata. Quella stessa legge modificata per i propri scopi, invece il Liguria permise di ottenere le deroghe per le pesche speciali di Rossetto e Cicirello.
Nel 2011 sempre Legapesca lanciò la proposta dei progetti per le pesche sperimentali in un incontro molto teso con l’allora assessore Michele Trematerra. Naturalmente non se ne fece nulla. L’idea fu invece attuata in Puglia dove vennero finanziati 42 progetti pilota.

In Calabria, invece si sono persi 700 posti di lavoro e 14 milioni di euro di prodotto sbarcato senza contare l’indotto.

La politica calabrese, quella del passato e del presente, proprio non vuole saperne di pesca: ancora oggi la nuova Amministrazione regionale di Mario Oliverio non ha un assessore all’agricoltura (sul sito internet risulta essere ancora Michele Trematerra). Per questo forse il Comune di Crucoli, prima di passare ad una revoca definitiva del disciplinare Deco avrebbe potuto quantomeno alzare la voce contro la Regione Calabria.
Ad agire per fortuna ci sono le associazioni di categoria: Legapesca, Agic e Federcopesca hanno finalmente visto approvato il 10 marzo 2015 il piano di gestione per il quale ora si attende l’autorizzazione del ministero delle politiche agricole. Dopo potrà finalmente partire quel monitoraggio per dare a Bruxelles tutte le informazioni necessarie per realizzare progetti sperimentali di pesca. Progetti che, comunque, non potranno essere attuati prime della prossima programmazione comunitaria.

Intanto, grazie all’Europa ed alle disattenzioni calabresi, per i prodotti tradizionali della gastronomia locale il pesce arriva dalla Cina. Per una volta sono gli italiani contraffare un ‘nostro’ prodotto gastronomico. Nel mentre a Crucoli e nel circondario comincia il ‘pericoloso’ contrabbando di sardella. Sarà illegale, ma un pezzo di pane e sardella è sempre meglio di uno spinello.