Sbarco immigrati, c’è anche un cadavere


Una bandiera tricolore sfilacciata dà il benvenuto in Italia al giovane maliano che arriva cadavere dal mare. Quel mare che aveva tentato di sfidare insieme ad altri suo novantanove connazionali per scappare dal suo Paese – dove è in corso una guerra civile – e raggiungere l’Europa attraverso l’Italia.

Sbarco 16-1-2015

Lo sbarco della salma del profugo morto durante la traversata

Quel ragazzo, di 23 anni, aveva sfidato i fucili ed il deserto. Aveva raggiunto con gli altri compagni di sventura la Libia e da lì, il 16 gennaio, si era imbarcato su un gommone “messo a disposizione” dei trafficanti di uomini. La rotta doveva essere quella verso Lampedusa o le coste siciliane.

Nel viaggio, ad appena 30 miglia da Tripoli, qualcosa è andato storto. Dal gommone è partita una richiesta di soccorso. La telefonata che, non si sa per quale motivo, è arrivata alla Compagnia provinciale dei carabinieri di Palermo. E l’Italia, quella della bandiera sfilacciata che, però in Europa è l’unica nazione che non fa mai mancare l’aiuto a chi è in pericolo in mare, si è messa in moto. Subito è stato allertato il Comando generale della Capitaneria di porto di Roma che ha individuato il gommone e dirottato verso quella zona una enorme petroliera di HongKong, la Seanostrum,  lunga 246 metri e alta 40. Difficilissime le operazioni di recupero soprattutto per la stazza della petroliera. I marinai dell’enorme imbarcazione hanno letteralmente tirato su i 100 naufraghi, alcuni dei quali erano anche finiti in acqua. Tra loco anche il cadavere del 23enne.

Poi la petroliera ha ripreso la sua rotta verso Trieste e per questo è stato deciso di far sbarcare i profughi a Crotone. Anche lo sbarco è stato complicato. Ognuno dei 99 immigrati è stato calato con un cestello su un rimorchiatore del porto di Crotone, l’Alessandro II. Le operazioni iniziate intorno alle 6 del mattino si sono concluse alle 13, quando i 99 immigrati sono sbarcati a Crotone. Scalzi, con gli indumenti bagnatisi sono messi in fila per scendere, per avere qualcosa di caldo, per coprirsi con una coperta termica, per avere un po’ di calore umano nell’accoglienza di Croce Rossa Italiana e Misericordia. Sono stati accolti al Centro di prima accoglienza di Sant’Anna. Tra loro anche due minori portati in una casa accoglienza.

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