Sila: profumi, sapori e colori

Non c’è scampo. quando si va in Sila, in Calabria, si cade in tentazione. L’aria fresca della montagna mette appetito e, se a questo si aggiungono i tipici prodotti silani non si può resistere. Addio alle annunciate diete, al diavolo la linea: quanto vale un panino dove si mescolano i sapori di carne, caciocavallo e patate (ebbene sì, l’ho mangiato; non siate invidiosi).

Se poi uscendo dalla trattoria per smaltire quel ben di Dio mangiato senza fretta, si incontrano gli stand di una sagra di paese… allora ci volete male. Come non provare le caldarroste, i fritti con lo zucchero; i fichi al cognac o le castagne al rhum. E poi le mele silane, quelle piccole e saporite. Lo stand più goloso era senza dubbio quello delle provole e dei caciocavalli con la gente che si faceva gli autoscatti (non mi piace la parola selfie) con lo sfondo delle scamorze e dei capicollo.

La Sila è magica perché dopo aver dato godimento al palato, offre anche quello per gli occhi. In autunno è una vera esplosione cromatica: dal verde dei pini al giallo delle foglie dei faggi. Colori che si stampano nell’azzurro del cielo silano e nel calore tiepido del sole di novembre. Un giorno in Sila vale questo.  Intanto ecco le foto: i colori li potete vedere. Per sapori e profumi fateci un salto.