Spazzatura tanta, cassonetti senza manifesti

C’è una novità importante nella campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale che si conclude domenica 23 novembre. Per la prima volta i candidati non hanno appiccicato i loro faccioni ai cassonetti della spazzatura.

Questo strumento per raccogliere i nostri scarti era uno dei luoghi principali dove i candidati si mettevano in bella mostra con le loro promesse. Perché prima o poi a buttare la spazzatura si deve andare.

In queste elezioni, invece no. Nessun manifesto ai cassonetti. Finalmente direbbe qualcuno. Finalmente un po’ di rispetto: è finita l’epoca delle affissioni selvagge. E’ proprio vero i candidati sono cambiati.

Scusate stavo sognando. Magari fosse così. E’ che non hanno potuto attaccare i manifesti sia perché fisicamente impediti a raggiungere i cassonetti, visto che si trovano sepolti sotto montagne di spazzatura, sia per vergogna (molti sono amministratori locali o ex consiglieri ricandidati) ma anche perché non hanno alcuna idea su come risolvere il problema della raccolta dei rifiuti in Calabria.

Basta uscire di casa per rendersi conto. Le immagini ed il video in questo articolo sono state realizzate in un tratto di strada di neppure 500 metri. Rifiuti ammucchiati,sparsi per strada. C’è anche chi approfitta dei cumuli di spazzatura per disfarsi senza problemi di materiale che potrebbe portare all’isola ecologica o smaltire nella differenziata. C’è anche chi come una farmacia, nonostante l’evidenza della situazione, contribuisce con indifferenza ad aumentare i cumuli buttando decine di cartoni tra i rifiuti invece che fare qualche passo e lasciarli nel cassone della differenziata. Ma tanto nessuno controlla.

 

Ci si trova in queste condizioni perché la Regione, quella che dovrebbe avere i nuovi consiglieri da domenica 23 novembre, negli ultimi dieci anni ha preferito infischiarsene della monnezza. O meglio, se n’è infischiata dei cittadini, perché con la monnezza si fanno sempre affari.

Così tra commissari che si sono alternati e decisioni politiche non prese, oggi alla vigilia del voto per le regionali, ci troviamo in questo stato. Perché se ci fosse stata una politica seria per la gestione dei rifiuti in una regione come la Calabria fatta di tanti piccoli comuni la raccolta differenziata avrebbe raggiunti percentuali da Nord Europa. Proprio sulla differenziata la maggior parte dei Comuni ed i loro amministratori hanno le loro responsabilità non avendo realizzato alcuna attività per promuoverla.

Perché con una differenziata che funziona sarebbero servite solo delle piccolo ed efficienti discariche con impianti di selezione per ogni provincia. Invece si è preferito non dare fastidio preferendo accumulare tutto in discarica per esaurirne le capacità ed oggi ci troviamo a vivere in questo stato.

Il post dell'Ufficio stampa del Comune sulla spazzatura

Il post dell’Ufficio stampa del Comune

E con le discariche piene la spazzatura non può essere smaltita. Per la città di Crotone, ad esempio, come si legge sul profilo facebook del Comune, “la Regione ha stabilito in 75 tonnellate al giorno la quantità di rifiuti che si possono conferire presso l’impianto con una riduzione rispetto al passato. Cifra che non consente non solo di smaltire il quotidiano ma ovviamente anche l’arretrato con le conseguenze che si registrano. Attualmente non è consentito nemmeno utilizzare altri impianti”.

Magari protestiamo contro l’apertura di una discarica, ma preferiamo passeggiare tra scarti respirando pungenti olezzi. Una perfetta metafora di questa regione che non sa cosa vuole e resta con la.. spazzatura alla gola. Almeno però non ci sono i manifesti elettorali.